AN ANTHOLOGY OF THOUGHT & EMOTION... Un'antologia di pensieri & emozioni

Monday, 8 February 2016

L'ARTE DEL RICORDARE

Il ricordo è un consolatore molesto. (Sören Kierkegaard)

Il ricordo, spiegava Soren Kierkegaard nell'opera In Vino veritas, non è la memoria. Il vecchio, ad esempio, perde la memoria ma gli resta qualcosa di profetico e poetico, i ricordi. Il ragazzo, invece, ha una forte memoria e pochi ricordi. Miopia e presbiopia delle menti. Il ricordo suscita il sentimento della perdita, la nostalgia. «Un fatto nella vita che sia ricordato, è già entrato nell'eternità».

Chi ricorda non è indifferente, mentre la memoria può essere anche un magazzino di date e di fatti. La memoria, poi, è soprattutto pubblica e storica, il ricordo è soprattutto intimo e affettivo: commemori i defunti, ricordi i tuoi cari. Ricordo, lo dice la parola, chiama al cuore; la memoria è più una facoltà intellettiva. È sbagliato usare le parole memoria e ricordo per evocare solo gli orrori, quasi che la storia sia il cimitero del Male. Ci sono memorie importanti del passato che non sono funeste e ci sono ricordi teneri e dolci: quel che è vivo in loro si fa tradizione. Salviamo i ricordi e la memoria dall'identificazione con l'Orrore. Altrimenti verrà solo voglia di cancellare il passato.

Dobbiamo esercitare una vera e propria arte del ricordo, del ricordare...

Per arte del ricordare s'intende la ricostruzione anamnestica più o meno fedele di fatti ed eventi accaduti in epoche precedenti.

Viene messo in evidenza come tale "ricostruzione" risenta di un "restauro" non completamente aderente all'originale, in quanto falsato dalle interferenze del tempo trascorso e dalle trasformazioni percettive che il tempo stesso impone.

Nel momento in cui, attraverso la memoria, si ripercorre un evento accaduto in passato le trasformazioni che il ricordo subisce sul profilo emotivo sono considerevoli.

Le emozioni originali, quelle cioè provate dal soggetto nel momento dell'accadimento dell'evento, possono essere ricordate, ma nel riportarle alla memoria l'esperienza emotiva non potrà mai coincidere con quanto vissuto nel hic et nunc in cui l'evento si è realizzato.

A questo discorso si correla il fatto che ogni persona ha bisogno, più volte nel corso della vita, di percorrere a ritroso "il nastro della memoria" per tornare, anche se per pochi istanti, in alcuni luoghi del passato degustandone, attraverso la rievocazione, sapori e odori tipici a essi correlati.

Anche questo è un modo per volersi bene, rispettarsi, perché il passato di ciascuna persona fa parte del proprio bagaglio personale: di quello che oggi è e di quello che oggi esprime, rendendo ogni donna e ogni uomo unici.

E la nostalgia?



A rigore la filosofia è nostalgia, il desiderio di trovarsi dappertutto come a casa propria. (Novalis)


La nostalgia è un desiderio. È qualcosa che appartiene all´esperienza di tutti, perchè è un sentimento umano e profondo che ci riconduce al passato. Si può provare nostalgia per ciò che abbiamo avuto ed è andato perduto, per ciò che è stato e che ora non è più. Si tratta comunque di un sentimento misto, fatto di piacere ma anche di tristezza, di speranza e insieme di malinconia. Il colore del pensiero può essere solare ma il sapore del ricordo che lo avvolge può dare amarezza e sconforto.

Ciò che prende di più della nostalgia è quel senso vago di appartenenza per qualcosa che si è perso ma che un tempo è stato nostro e ci è appartenuto ma che forse piano piano abbiamo idealizzato. Non è dunque solo un ricordare qualcosa o qualcuno, quanto piuttosto provare un flusso di emozioni che sono unite nel ricordo e nella percezione che abbiamo del tempo passato. La letteratura è piena dei temi della nostalgia.

Proust, forse, con la sua “ricerca” ci ha restituito il senso più alto di questo sentimento per un tempo perduto. Per questo la nostalgia, qualunque sia l´esperienza che abbiamo fatto, è molto spesso collegata alla nostra infanzia, a quel passato lontano che non si scolorisce dentro di noi, ma al contrario si tinge di mille impressioni. Per quell´epoca della vita in genere tutti noi proviamo sempre una profonda e intensa attrazione.

Va detto infatti che la parola nostalgia, rimanda all´idea del ritorno o meglio, al dolore per quel sotterraneo desiderio. Lo stesso desiderio che provano gli emigranti per la propria terra d´origine, la stessa voglia di ritornare nei luoghi del poprio passato e riavvicinarsi a una condizione ideale di benessere. In altri termini la nostalgia è associata al tema della separazione.

Ogni qualvolta ci separiamo da qualcosa o da qualcuno a cui ci siamo legati, ci imbattiamo prima o poi nella nostalgia. È normale. Ogni perdita ci colloca in una posizione di svantaggio. Il senso di vuoto, l´assenza, la paura per il nuovo sono esperienze comuni a tutti. In questo non vi è patologia se non quando la reazione, lo sconforto e la malinconia ci rendono inconsolabili e affranti.

Se la nostalgia non è morbosa ci serve, ci aiuta, ci consente di convivere con la nostra perdita e ci permette di arginare la nostra disperazione.

È qualcosa che assomiglia ad una energia biologica che spinge a tenersi in contatto con il passato, con le radici, con il proprio punto di partenza. Poichè è desiderio di far ritorno alla “casa delle origini”, assomiglia al bisogno di mantenere attivo un processo di crescita e di sviluppo e alla necessità di attingere a quelle forze costruttive e generative di un tempo, per continuare a camminare quando siamo stanchi.
Da sempre sapevo che ricordandomi le lagrime m'avrebbe fatto ridere,
ma non mi aspettavo che ricordandomi le risate mi avrebbe fatto piangere.
 ~ Cat Stevens
~ * ~

Se da un lato la nostalgia è disillusione e può condurre a un malessere del corpo e della mente, dall'altro può essere vissuta come una spinta verso il luogo di origine, verso il proprio paese, verso gli affetti, verso le proprie radici e la propria storia, spinta che consente di non sentirsi senza casa, senza appartenenza, senza paese e costituisce una risposta al sentimento del pericolo incombente sulla propria identità. Nostalgia allora anche come consolazione e come rifugio.

Spesso la nostalgia si condensa intorno ad alcune immagini (di oggetti, di luoghi, di persone) che si rivelano nell'esperienza come fortemente significativi per la propria dimensione dell'essere e molto consolatori rispetto al vissuto dello spaesamento. Nostalgia, una sensazione che nasce dal rievocare bei momenti del passato, persone che non ci sono più e con le quali siamo stati bene, luoghi associati a ricordi piacevoli, odori, profumi, suoni. Riportare alla mente quanto di bello abbiamo vissuto può essere un esercizio utile a migliorare il nostro umore ed accrescere la soddisfazione della nostra vita, a patto però di non commettere l'errore di confrontare il passato, idealizzato, con il presente che sta deludendo. In questo caso la nostalgia rischia di farci rinunciare ad un amore, ad un'amicizia, ad un viaggio perché partiamo prevenuti e pensiamo che non potrà mai eguagliare quanto è stato. Un ottimo esercizio per migliorare il benessere psicologico e lo stato d'animo è tenere un diario dei ricordi, in cui scriveremo eventi belli del passato, riportati nei loro dettagli, descrivendo le emozioni positive vissute. E' utile anche per evitare di incorrere nell'errore più comune quando si tratta del nostro passato, ovvero dare troppo peso a traumi, delusioni, esperienze negative e dimenticarci invece dei nostri successi, dei giorni belli di un amore, di amicizie leali e sincere, di sensazioni e situazioni piacevoli che ci hanno visto protagonisti. Anche gli adolescenti non sono immuni dalla nostalgia e la provano ogni volta che, di fronte alle paure prodotte dal mondo esterno con il quale cominciano a confrontarsi, rimpiangono le sicurezze del passato. Il rimpianto è la versione cognitiva dell'emozione della nostalgia, in quanto comporta memoria e consapevolezza: è una nostalgia che ricorda il passato, ma con la consapevolezza che è ormai irrimediabilmente perduto e che è pieno di occasioni perse. Il rimorso invece lo si ha quando il passato viene vissuto in modo negativo, ad esempio con sensi di colpa. Il ricordo infatti può essere fonte di soddisfazione, di felicità nel ricordare il proprio passato, ma può altresì determinare ansia, sensi di colpa e disperazione. Ma anche la nostalgia può essere un'emozione non del tutto negativa ed è quando rappresenta il punto di incontro fra due emozioni molto diverse. La nostalgia infatti è un'emozione negativa e capace di acuire la sofferenza nei confronti del presente e del futuro, quando si tende a cercare soddisfazioni solo nel proprio passato, il che porta inevitabilmente alla depressione. Tutte le volte che si riesce invece a ricordare il passato con gioia, senza lasciare che il presente sia travolto e sommerso dai ricordi, la nostalgia può diventare un'emozione particolare, dal gusto dolce, anche se un po' amaro. Un esempio valido anche per i rapporti con gli altri. Una persona magari si comporta bene da anni con noi, abbiamo condiviso tante gioie insieme, ci è stata vicina in molti momenti difficili della nostra vita ma è sufficiente una parola, un gesto, un comportamento sbagliato e, invece di pensare a tutte le emozioni positive che ci ha regalato, tenderemo a concentrarci quasi esclusivamente sulla singola delusione. Ecco perché esercitarsi a ricordare i momenti felici del passato è un ottimo modo per guardare la vita da una prospettiva diversa, positiva, piuttosto che esasperare solo e soltanto il dolore e crogiolarsi nei rimorsi e nei rimpianti.




Per approfondire sulla memoria (e l'oblio), riporto qui appresso l'Introduzione all'opera

PER UNA SEMIOTICA DELLA MEMORIA: RACCONTI E FIGURE DELLA MEMORIA E DELL'OBLIO

di Herman Parret & Angela Mengoni (2010)

...continua su questo collegamento pdf:



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